La Rivista Indocinese | SETTIMANA DAL 31 LUGLIO AL 6 AGOSTO 2017
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THAILANDIA 31 luglio 2017 – IN THAILANDIA PROSPERA L’INDUSTRIA DEL “TURISMO OSPEDALIERO”

 ➡ Thailand has potential to be medical tourism leader

http://www.nationmultimedia.com/detail/business/30321561

Thailand can emerge as the region’s top medical tourism hotspot, as the country attracts 550,000 Asean medical tourists yearly, according to Gernot Ringling, managing director of the trade fair organiser Messe Dusseldorf Asia. “Across the region, medical tourism is on the rise with more than 3.5 million consumers arriving in Southeast Asia annually. “Globally, the medical tourism market is expanding by up to 25 per cent each year and is worth more than US$55 billion annually. Medical fair organiser says global market growing 25% a year.

Più di settecento espositori, provenienti da quarantacinque paesi, si stanno preparando alla grande Fiera Medica che si svolgerà a Bangkok agli inizi di settembre. L’attesa è grande e i lavori sono frenetici perché la posta in gioco è enorme. Il “turismo sanitario” sta diventando un grande e lucroso affare e gli ospedali thailandesi, con le loro eccellenti prestazioni specialistiche e l’elevato livello delle sistemazioni di degenza, già attirano più di mezzo milione di “turisti della salute” ogni anno. Globalmente questo tipo di turismo rappresenta un affare da 55 miliardi di dollari e si prevede un tasso di crescita annuo del 25%. La Thailandia ha già oggi le risorse per accaparrarsene una bella fetta.

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LAOS 31 luglio 2017 – NUOVI STRUMENTI PER LOTTARE CONTRO LA POVERTA’

 ➡ Laos revises poverty line

http://news.xinhuanet.com/english/2017-07/26/c_136473749.htm

Lao government is set to revise the poverty line for rural and urban dwellers to increase well-being of Lao people and the current economic circumstances. Policy-makers have drafted a governmental decree revising poverty lines that are expected to replace the current poverty line published in 2013. According to Head of Office at the National Leading Committee for Rural Development and Poverty Eradication, the draft has set criteria to graduate from poverty. To stay above the poverty line, a person must have food that provides at least 2,100 kilocalories a day, clothes and permanent residential shelter. The person must also be able to afford his or her own healthcare during illness, access basic education and other basic public services.

Per molti anni si è stimata la “povertà” di un paese in base al reddito medio mensile pro-capite ma questo è un criterio assolutamente fasullo, perché una persona che guadagna 300 dollari al mese in Italia è un miserabile, mentre a Pakse, in Laos, si può dire che ha un “buono stipendio”. All’interno stesso di un medesimo paese questo parametro non è assolutamente indicativo perché il costo della vita a Vientiane è assai diverso da quello in un qualsiasi villaggio di montagna. Il governo laotiano, per indirizzare la propria politica economica, ha quindi deciso di adottare dei parametri molto più concreti. Vive al di sopra della soglia di povertà chi può godere di servizi sanitari e sociali, può frequentare almeno le scuole secondarie, avere abiti adeguati al bisogno, disporre di un’abitazione e di cibo per almeno 2.100 calorie al giorno. L’impegno è quello di garantire almeno tutto ciò a tutti i laotiani.

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CAMBOGIA 31 luglio 2017 – NELLA LOTTA CONTRO L’AIDS LA CAMBOGIA  HA RAGGIUNTO GLI STESSI RISULTATI DI SVEZIA E DANIMARCA

 ➡ Cambodia aims for new HIV milestone

http://www.khmertimeskh.com/5075660/cambodia-aims-new-hiv-milestone/

Cambodia has set itself a new goal in the battle against HIV after reaching a United Nations target three years ahead of schedule. Health Minister Mom Bunheng confirmed on Friday that the country had met the target known as 90-90-90. This means that 90 percent of all people living with HIV should know their HIV status. At the same time, 90 percent of all people diagnosed with HIV should get sustained antiretroviral treatment. And of these, 90 percent should have viral suppression. Vladanka Andreeva, director of UNAIDS in Cambodia, said Cambodia was among countries such as Britain, Singapore, Sweden and Denmark that had reached the 90-90-90 target.

Nel 1994 la Cambogia aveva un tasso di sieropositività del 3,4%, ereditato soprattutto dai 23.000 soldati poliziotti e funzionari dell’ONU che vennero qui con un salario minimo di 80 dollari al giorno, attirando prostitute da tutti i paesi confinanti. Ora, con un paziente lavoro di educazione della popolazione, la Cambogia ha raggiunto l’obbiettivo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiamato “90-90-90”, cioè 90% dei malati diagnosticati, 90% dei malati trattati con farmaci antiretrovitali, 90% dei casi di soppressione dell’infezione. Solo pochi altri paesi – come Inghilterra, Singapore, Svezia e Danimarca – hanno raggiunto tale risultato. Il prossimo obbiettivo è quello del “95-95-95” che si conta di raggiungere nel 2020.

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VIETNAM 2 agosto 2017 – GUERRA TRA CINA E GIAPPONE PER LE METROPOLITANE VIETNAMITE

 ➡ Vietnam’s tale of two metros, one built by the Japanese and the other by the Chinese

http://www.scmp.com/week-asia/business/article/2104149/vietnams-tale-two-metros-one-built-japanese-and-other-chinese

For the first time in their histories, Ho Chi Minh City and Hanoi are both in the middle of desperately needed major metro-system projects that aim to transform their cities. Both are facing delays, but a series of high-profile accidents has already cast a larger shadow over the Chinese-led effort in the capital. In contrast, the metro project led by Japanese conglomerates in Ho Chi Minh City has been accident-free. This feeds into longstanding assumptions in Vietnam about the perceived superiority of Japanese workmanship and engineering.

Il traffico urbano è ormai al limite della saturazione e Hanoi e Ho Chi Minh City devono dotarsi di adeguate linee di metropolitana. E’ un affare del valore di alcuni miliardi di dollari che imprese cinesi e giapponesi si stanno disputando. Per i primi appalti, i cinesi sono al lavoro in Hanoi e i giapponesi si occupano di Ho Chi Minh City, ma ciò che fa gola a tutti sono le successive estensioni della rete. E’ quindi guerra aperta per assicurarsi i futuri appalti. Ciò che stupisce, però, è che in questa contesa l’autorevole South China Morning Post di Hong Kong, di cui è proprietario il cinese Alibaba Group, abbia decisamente preso le parti dei giapponesi criticando aspramente il modo in cui vengono condotti i lavori in Hanoi. Forse c’è anche una lotta fra clan cinesi rivali, che fa passare in secondo piano il secolare antagonismo tra Cina e Giappone.

AUTHOR: Ubaldo Di Montelupo
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