La Rivista Indocinese | SETTIMANA DAL 7 AL 13 AGOSTO 2017
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LAOS 7 agosto 2017 – LIBERATI GLI “ORSI DELLA LUNA” AI QUALI VENIVA ESTRATTA LA BILE

 ➡ Free the Bears strengthens fight against bile trade with new Laos sanctuary for rescued moon bears

http://www.scmp.com/lifestyle/article/2104040/free-bears-strengthens-fight-against-bile-trade-new-laos-sanctuary-rescued

At farms in Laos, hundreds of bears languish in appalling conditions. Kept in tiny “crush cages” that constrict freedom of movement, they’re fed scraps and gruel, a diet that makes them sickly and emaciated. Their bile is “milked” regularly, which causes them pain and trauma. The Laotian government has pledged to close down such farms, following the example of Vietnam, which in July made bear farming illegal and pledged to rescue more than 1,000 of the animals estimated to be held in captivity. The sanctuary that will house up to 150 rescued bears is under construction in the hills outside Luang Prabang, the former capital of Laos, where the NGO saves bears from the pet trade and bear bile farms.

La bile d’orso contiene un principio attivo noto come acido ursodeossicolico, che possiede proprietà solventi nei confronti dei calcoli biliari di colesterolo ed è molto apprezzato in Cina e Vietnam come antinfiammatorio ed epatoprotettore. In Laos e in Vietnam erano sorte molte fattorie in cui gli orsi tibetani, detti anche “orsi della luna”, erano rinchiusi per estrarne la preziosa bile. In Vietnam, già un migliaio di orsi sono stati liberati e trasferiti in aree protette, gestite dall’Amministrazione delle Foreste, Ora, in Laos, è  in costruzione, presso Luang Prabang, un “santuario” che ospiterà 150 orsi della luna liberati da alcune fattorie private, dove erano rinchiusi.

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VIETNAM 13 agosto 2017 – QUASI TERMINATI I LAVORI PER LE DUE “STRADE DEL CIBO” DI HO CHI MINH CITY

 ➡ HCMC food streets to open in August

http://vietnamnews.vn/society/380964/hcmc-food-streets-to-open-in-august.html#XSFUDsXmJZOiBmBT.97

The HCM City’s District 1 People’s Committee has announced that the district’s first two street vendor spaces will open on August 28. According to a plan which was approved by the city’s administration in March, the two “food streets” will be located on the sidewalks of Nguyễn Văn Chiêm Street and Bách Tùng Diệp Park. The areas have spacious pavements with room for vendors’ businesses and vehicle parking. In the pilot period of the program, which will be about six months, District 1 will set up 20 booths on Nguyễn Văn Chiêm Street and 15 booths along Bách Tùng Diệp Park. There will be 35 households allowed to sell products, mainly prepped food, in the designated areas. They will not have to pay taxes or rent during the pilot program. All of the businesses will be allowed to operate from 6-9am and from 11am to 1pm every day.

Nella Nguyen Van Chiem Street e Bach Tung Diep Park sono quasi terminati i lavori per la creazione di aree di parcheggio e per la pavimentazione di queste due aree che l’Amministrazione comunale di Ho Chi Minh City intende destinare alla vendita del “cibo di strada”, una consuetudine profondamente radicata in tutto il Vietnam. Per assicurare il rispetto di rigorose norme igieniche e sanitarie, sono stati allestiti 35 spazi coperti per la preparazione e la vendita di cibo. L’Amministrazione comunale metterà a disposizione anche gli arredi, compresi tavoli e ombrelloni. L’attività dovrà iniziare alle sei del mattino, fare una breve pausa tra le 9 e le 11 e poi riprendere fino all’una di notte. Questo progetto pilota durerà sei mesi, a partire dal 28 agosto, e per questo periodo i venditori non dovranno pagare la locazione né le tasse. Se i risultati saranno pari alle aspettative, l’intenzione è quella di estendere l’iniziativa ad altre vie cittadine.

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THAILANDIA 10 agosto 2017 – IL GIGANTE THAILANDESE DELLA BIRRA INGHIOTTE I “POLLI FRITTI DEL KENTUCKY”

 ➡ Beer Chang maker buys up KFC Thailand restaurants

http://www.bangkokpost.com/news/general/1302575/beer-chang-maker-buys-up-kfc-thailand-restaurants

Thai Beverage, the spirits giant that makes Chang beer and SangSom rum, is expanding into the fast-food business. ThaiBev agreed to purchase more than 240 existing KFC restaurants in Thailand for about 11.3 billion baht ($340 million). A deal is also in place for the company to take over stores that are being developed, with the cost of those locations to be determined when the transaction closes, according to a filing. KFC is operated by a US company, Louisville, Kentucky-based Yum! Brands Inc., which also runs the Pizza Hut chain.

La Thai Beverage, il gigante thailandese delle bevande alcoliche ha deciso di entrare nel lucroso mercato del “fast food” e per servire dei pasti completi ai suoi clienti ha sborsato 340 milioni di dollari per acquistare i 240 ristoranti che portano il marchio KFC, Kentucky Fried Chicken, la compagnia americana che è anche proprietaria della catena Pizza Hut. La KFC è stata lieta di disfarsi di un’attività che negli ultimi anni aveva segnato un progressivo calo delle entrate ma i dirigenti della Thai Beverage sono convinti di avere fatto un ottimo affare perché il possesso della rete dei ristoranti  KFC potrà consentire alla compagnia di lanciarsi nel redditizio settore della produzione delle bevande analcoliche.

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CAMBOGIA 9 AGOSTO 2017 – VICINO AI TEMPLI DI ANGKOR E’ NATO IL PRIMO “ECO-VILLAGGIO”

 ➡ Eco-village’s green approach to reduce poverty near Cambodia’s Angkor

http://news.xinhuanet.com/english/2017-07/30/c_136485966.htm

Situated about 20 km from the Angkor world heritage site, Run Ta Ek eco-village has found a green approach to reduce poverty. Founded in 2004, the eco-village has forged a partnership with Apsara Authority, which manages the 401-sq-km Angkor archeological park. The 1,012-hectare eco-village is one of the first all-solar homestay projects in Cambodia and helps educate tourists on history, culture, flora, fauna, and wildlife that can still be found around the area. The village can accommodate around 850 families, and to date, the Apsara Authority has given homes and lands free to over 100 families to support the homestay program through farming and tourism-related jobs.

Per secoli centinaia di famiglie di contadini hanno vissuto in quella che dopo il 1992 è stata definita come area protetta del Parco archeologico di Angkor. Furono imposti dei rigidi vincoli alle colture e agli insediamenti abitativi e l’esplosione del turismo ha ulteriormente marginalizzato la popolazione agricola. Ora, l’Autorità Apsara, che gestisce il Parco, ha incoraggiato lo sviluppo di Run Ta Ek, un “eco-villaggio” dove per ora vive un centinaio di famiglie che potranno offrire ospitalità ai turisti e farli penetrare nel cuore del tradizionale mondo contadino. Le vecchie abitazioni sono state restaurate e per preservare l’ambiente l’energia elettrica è fornita dai pannelli solari mentre la pompa dei pozzi d’acqua potabile è alimentata da un mulino a vento.

AUTHOR: Ubaldo Di Montelupo
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