La Rivista Indocinese | Percorrendo il paese
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Percorrendo il paese

Phnom Penh oggi appare come una moderna metropoli dove grattacieli, Shop Center, ristoranti alla moda, Starbucks, Burger Houses, boutiques e quasi avveniristici complessi immobiliari sorgono con la rapidità dei funghi dopo la pioggia.  Qui, vivono circa un milione seicentomila persone: il 10% della popolazione cambogiana. Altre duecentomila persone, circa, vivono nella enclave turistica di Siem Reap, dove alcune centinaia di hotel hanno accolto, l’anno scorso, oltre due milioni e mezzo di turisti. La capitale, con il Palazzo reale e il Museo nazionale, e Siem Reap, con i templi di Angkor, sono le mete che principalmente attraggono i visitatori e nessun itinerario può escluderle, ma non sono “tutta” la Cambogia.

La fretta e forse anche l’amore per le comodità, inducono spesso a usare i voli aerei per andare da un luogo all’altro, ma è solo percorrendone le strade che si arriva a comprendere l’anima del paese. Angkor era la fastosa capitale dell’Impero, ma sono decine e decine i siti archeologici, più o meno conosciuti, che in tutto il paese testimoniano la diffusione della civiltà khmer e la varietà delle forme che seppe assumere. Sono piccoli tesori immersi nella profondità di uno straordinario mondo rurale che ha conservato ancora intatta la vecchia cultura contadina: questa è la Cambogia.

Si dice che “il tempo è tiranno”, ma a questo “tiranno” bisogna sapersi ribellare.Non si percorrono quasi 10,000 chilometri dall’Italia per accontentarsi di ciò che tutti – anche le torme di turisti cinesi e sudcoreani – si accontentano di vedere. Le strade cambogiane sono ormai tutte agevolmente percorribili e i mezzi di trasporto sono piuttosto confortevoli. Forse i ristoranti e gli alberghi provinciali non sono allo stesso livello di quelli di Phnom Penh e Siem Reap, ma sono tutti più che accettabili. Quando il viaggio non è solo una parentesi turistica, bisogna sapere sacrificare qualche lusso al piacere della scoperta dei luoghi che “pochi hanno avuto il privilegio di vedere”.

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