La Rivista Indocinese | Cronache laotiane
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Il futuro del Laos corre sul treno

Il Laos, escluso dalle grandi vie di comunicazione internazionali anche per la sua conformazione fisica, ha sempre goduto di un suo “felice” isolamento. In Laos ci viene chi vuole venirci non chi casualmente ci capita di passaggio. Ora, però le cose cambiano.

Nel 2013 il Presidente della Cina, Xi Jinping, ha lanciato il grandioso progetto della “Nuova via della Seta” o Belt and Road Initiative che mira a collegare, via mare e via terra, 71 paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’Europa. Il progetto è già in un avanzato stato di attuazione e sono stati investiti e spesi centinaia di milioni di dollari. Grande impulso è stato dato ai collegamenti ferroviari e ormai c’è un regolare flusso di treni merci tra la Cina e l’Europa.

Alla piena attuazione del Belt and Road Initiative manca però un fondamentale tassello: non c’è collegamento ferroviario diretto tra la Cina e il Sud dell’Asia. E’ un vecchio problema e già agli inizi del Novecento gli Inglesi, allora “padroni” dell’Asia avevano progettato la costruzione di una linea ferroviaria che collegasse Singapore con Kumning, la capitale della provincia cinese dello Yunnan. Non se ne fece nulla perché c’era il “buco” del Laos dove non esistevano linee ferroviarie.

Fino al 2009 c’erano solo una vecchissima linea lunga 7 chilometri, costruita dai Francesi più di un secolo fa, che collegava due isole del Mekong, Don Khon e Don Det, nella provincia meridionale di Champassak: un po’ poco per la “Nuova Via della Seta”.

La situazione si è sbloccata nel dicembre 2016 quando sono iniziati i lavori di costruzione di una modernissima linea ferroviaria che parte dal confine tra Cina e Laos, scende a Luang Prabang e poi raggiunge Vientiane dove, attraversando il Mekong, si collega con l’efficientissima rete ferroviaria thailandese che percorrendo la Malaysia consente di arrivare fino a Singapore.

L’opera verrà completata nel 2021 (qui non si scherza sul rispetto delle date di completamento dei lavori) ed è un’impresa colossale. La linea, lunga 421 chilometri, parte da Boten, nella provincia di Luang Nam Tha, e arriva a Thanaleng, al confine con la Thailandia. Consentirà un traffico passeggeri alla velocità di 160 chilometri orari mentre per quello delle merci è prevista una media di 120 chilometri orari.

Il tracciato corre in regioni coperte di vegetazione e scarsamente popolate,  attraverso catene montuose, gole scoscese e fiumi dal corso torrentizio. Per realizzare l’opera sei grandi imprese cinesi stanno costruendo 167 ponti e scavando 53 gallerie.

Alcuni già si interrogano sull’impatto che questa opera potrà avere sulla società laotiana. Sul piano economico, non sappiamo valutarne i potenziali effetti se non un prevedibile forte aumento del turismo cinese. Sul piano sociale, la facilità e velocità dei collegamenti sicuramente offrirà a una popolazione estremamente giovane come quella laotiana nuove e molteplici possibilità di allargare i propri orizzonti culturali e professionali.

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