La Rivista Indocinese | Mezza tonnellata di bombe per persona
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Mezza tonnellata di bombe per persona

NELLIS AIR FORCE BASE, Nev. -- A B-52 Stratofortress from Barksdale Air Force Base, La., drops live ordnance over the Nevada Test and Training Range near here May 12 during an Air Force firepower demonstration. The demonstration showcases the Air Force's air and space capabilities. (U.S. Air Force photo by Senior Airman Brian Ferguson)

Il titolo “Mezza tonnellata di bombe per persona” è quello che più ricorre, in articoli e blog, quando si parla del Laos ma è piuttosto inesatto e, in se, non spiega nulla. Per capire cosa accadde bisogna tornare agli anni Cinquanta, quando gli Stati Uniti vennero a occupare lo spazio lasciato vuoto dai Francesi, dopo la sconfitta di Dien Bien Phu. Eisenhower prima, e Kennedy dopo, capirono che per mantenere il controllo sulla penisola indocinese gli USA dovevano impedire il congiungimento tra le forze del Pathet Lao con quelle nordvietnamite e, soprattutto, bloccare i rifornimenti di armi che giungevano ai Vietcong attraverso la Pista di Ho Chi Minh. Iniziò così le cosiddetta “guerra segreta” su cui il lettore curioso può trovare ampie informazioni consultando https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_in_Laos

8-2-1-zone-bombardateL’analisi di cause, concause ed effetti la lasciamo agli analisti storici, qui ci interessa essenzialmente rilevare che fu la più lunga guerra aerea della Storia: impressionante per il numero di aerei, tipo di esplosivi e quantità di bombe utilizzate. I dati sul totale degli esplosivi sganciati sul Laos, soprattutto a partire dal 1965, sono comunque impressionanti. Nella fonte citata si legge: «Gli Stati Uniti iniziarono l’Operazione Steel Tiger sui settori laotiani del sentiero di Ho Chi Minh e sulla zona demilitarizzata vietnamita il 3 aprile 1965, per individuare e distruggere con bombardamenti aerei le forze nemiche che di notte trasportavano materiali bellici verso il Vietnam del Sud. Fu un’operazione molto complessa in virtù dell’ufficiale neutralità del Laos, e la scelta dei bersagli venne decisa a Washington. Gli ambasciatori statunitensi nel Vietnam del Sud, in Laos e in Thailandia furono comunque coinvolti nel controllo delle operazioni aeree statunitensi.

L’operazione Steel Tiger portò gli aerei americani a bombardare il sentiero di Ho Chi Minh per tutto il 1966, con speciale enfasi sull’area della Tiger Hound. La Air Force sviluppò e iniziò a usare equipaggiamenti speciali per individuare i camion dei comunisti che si spostavano di notte.

Aerei degli Stati Uniti, della Forza Aerea Reale Laotiana e della Forza Aerea Sudvietnamita continuarono a bombardare il sentiero di Ho Chi Minh. Durante il 1967 vennero effettuati in quest’area ben 1.718 voli di bombardieri B-52, quasi il triplo di quelli del 1966.

Delle oltre 2 milioni di tonnellate di bombe sganciate nel Laos durante la guerra civile tra il 1964 ed il 1973, circa il 30% rimase temporaneamente inesploso.»

Questa cifra di 2 milioni di tonnellate viene riportata da moltissime altre fonti. Considerato che il Laos aveva nel 1965 una popolazione di 2.630.000 abitanti, diventati 3.025.000 nel 1975, porterebbe a concludere che sono stati sganciati circa 700 chili di esplosivo per ogni laotiano in vita, con una intensità di circa 8.000 chili di esplosivo per ogni chilometro quadrato dell’intero paese. Per essere comunque più precisi possiamo affidarci al freddo, ma rigoroso, linguaggio dei burocrati che annotano ogni voce in entrata e in uscita. Secondo l’USAF. United State Air Force, gli aerei americani hanno sganciato 5.341.891 bombe, che corrisponderebbero a circa due bombe per ogni abitante. Nei bombardamenti furono usate bombe generiche da 500, 750, 1000, 2000 e 3000 libbre, bombe a grappolo, razzi, mine, bombe incendiarie, napalm, fosforo, fosforo bianco e miscela di termite.

La guerra finì nel 1975 e i bombardamenti americani erano cessati nel 1973, ma le loro conseguenze perdurano ancora oggi. Anche se contiene alcune grossolane inesattezze, tipo “gli americani sganciarono 270 milioni di bombe”, può essere interessante leggere http://www.asiablog.it/2014/03/03/bombe-inesplose-il-caso-laotiano/ e (in inglese) http://www.maginternational.org/where-mag-works/where-we-work/mag-in-laos/

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