La Rivista Indocinese | Personaggi alla ribalta
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Rama X, Re di Thailandia

Re Bhumibol Adulyadej, Rama IX, era salito al trono nel 1946 ed è morto il 13 ottobre 2016.  Ha regnato settanta anni e nella sezione STORIA D’INDOCINA di questo sito si può leggere un sunto di quello che è accaduto in quel lungo periodo

La sua morte aveva precipitato il paese nel dolore più profondo e il lutto si è protratto per più di un anno, fino alla cerimonia di cremazione avvenuta nell’ottobre 2017.

Noi occidentali abbiamo difficoltà a comprendere la durata e l’intensità di questo lutto. Anche noi abbiamo pianto i nostri morti, ma mai con tale ampia e generalizzata partecipazione: si è assistito a Bangkok, come in ogni angolo del paese, non a manifestazioni di semplice cordoglio, ma di vero e proprio dolore e ciò abbiamo difficoltà a capirlo.

Per noi Bhumibol Adulyadej era il Re della Thailandia ma per il popolo thailandese era “il Padre e la Madre di tutte le thailandesi e di tutti i thailandesi, il Signore delle acque e il Maestro e Padrone delle terre”. C’è una bella differenza.

Per generazioni e generazioni, da tempi antichissimi, il popolo ha visto nel suo re l’uomo onnipotente che, costruendo bacini artificiali e canali, faceva raccogliere l’acqua dei fiumi e delle piogge, poi la faceva portare sulle terre che aveva distribuito fra tutti i suoi sudditi in modo tale che potessero fare crescere il riso che era la loro fonte di vita. Questa è la memoria storica che si è tramandata sino ai giorni nostri e che nessuno mette in discussione anche se ora la vita del popolo non dipende solo più dal riso, anche se l’industria e il terziario sono la nuova spina dorsale del paese.

Questa è la difficile e pesantissima eredità che ha dovuto raccogliere suo figlio, il nuovo re Vajiralongkorn salito al trono con il nome di Rama X.

I media occidentali si sono dilettati a scavare nella vita privata del nuovo re raccogliendo tutta una serie di pettegolezzi. Questa cosa è inaccettabile per i Thailandesi perché è totalmente estranea alla cultura di questo popolo. La legge thailandese persegue il reato di “lesa Maestà” in quanto attentato ai sentimenti popolari e questo non ha nulla a che vedere con la “democrazia” e la “libertà di stampa”, come ipocritamente sostengono molti media occidentali, dimenticando che in molti ordinamenti è contemplato il reato di “vilipendio del Capo dello Stato.

Il compito del nuovo Re non è facile e la situazione non è certamente semplice, anche perché Rama X ha dovuto subito scontrarsi con il governo dei militari sul testo della nuova Costituzione che è poi entrata in vigore il 6 aprile 2017. Nessuno teme traumatici cambiamenti considerato che dopo il colpo di Stato del 1932, che disegnò il nuovo assetto del paese, si sono poi contati altri dodici colpi di Stato, più o meno incruenti, e questa è la ventesima “nuova” Costituzione approvata. Tutti questi rivolgimenti non hanno però mai messo in discussione il ruolo e la funzione del Re. Rama X, anzi, ha voluto rafforzarli rispetto al testo che il Governo voleva fare approvare.

Nel rispetto delle antiche tradizioni thai, Maha Vajiralongkorn è salito al trono nel dicembre 2016 ma solo adesso, più di due anni dopo, avviene la solenne cerimonia dell’incoronazione. Preceduta da lunghi e complessi rituali propiziatori, la cerimonia si svolge il 4 maggio 2019 e con quell’atto Rama X sancisce, anche formalmente, la sua ascesa al trono.

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