La Rivista Indocinese | Personaggi alla ribalta
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E’ “l’uomo dei miracoli” (economici)

Nguyen Xuan Phuc ha una faccia paciosa e sempre sorridente, tanto che lo si potrebbe prendere per il simpatico proprietario di un ristorante tipico. In realtà è l’uomo più potente del Vietnam. E’ il Primo ministro che, con una volontà di ferro, ha fatto definitivamente decollare l’economia del Vietnam quasi cambiandone il volto.

Il 2018 si è chiuso con dati economici impressionanti. Il ricavo dalle esportazioni è aumentato quasi del 14% rispetto al 2017, superando largamente le previsioni di un aumento del 8%.

Quello che stupisce è il tipo di beni esportati. Povero paese di contadini che ha costruito la sua economia sulla produzione ed esportazione di riso, caffè, pepe e altri prodotti agricoli: questa era la stereotipa immagine che si aveva del Vietnam.

Nel 2018 il 44% delle esportazioni è invece rappresentato da apparecchiature elettriche ed elettroniche mente il settore manifatturiero di abiti, calzature e accessori per l’abbigliamento tocca il 19% dei beni esportati che hanno raggiunto un valore totale di 245 miliardi di dollari con un saldo attivo di oltre tre miliardi rispetto alle importazioni.

Il PIL è aumentato nel 2018 del 7,08%, il tasso più alto degli ultimi undici anni, mentre il tasso di incremento dell’industria è stato addirittura del 13%.

L’agricoltura, pur registrando un aumento del 3,8%, segna il passo e non è più la tradizionale base dell’economia nazionale

Il caffè, di cui il Vietnam è con il Brasile il maggiore esportatore mondiale, non rappresenta che uno scarso 2% del totale delle esportazioni. Il riso vietnamita è famoso nel mondo e il paese è il quinto esportatore mondiale ma neppure compare nell’elenco dei quindici più importanti beni esportati.

Sono delle aride cifre ma dovrebbero fare riflettere tutti quelli che con sufficienza parlano del Vietnam come se fosse un povero paese del “Terzo Mondo”.

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