La Rivista Indocinese | Personaggi alla ribalta
351273
page-template-default,page,page-id-351273,eltd-cpt-1.0,none,ajax_fade,page_not_loaded,,moose-ver-1.6, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,blog_installed,wpb-js-composer js-comp-ver-5.6,vc_responsive

Le donne laotiane amano il rugby

In Laos gli uomini amano molto “giocare alle bocce” ed eccellono nei tornei internazionali. Altre discipline sportive non li interessano eccessivamente e i risultati delle loro squadre nazionali non sono entusiasmanti, ma nessuno se ne preoccupa.

Le donne laotiane, invece, sono attratte da uno sport che generalmente si considera molto “mascolino” come il rugby e oggi alla ribalta c’è la signora Lao Khang, capitano e allenatrice della squadra nazionale femminile di rugby.

La sua notorietà è esplosa quando la BBC inglese l’ha designata come una delle “100 donne più importanti del mondo nel 2018” e Lao Khang si trova in una prestigiosa compagnia insieme a nomi come quelli di Isabel Allende, Chelsea Clinton, l’italiana Fabiola Gianotti direttrice del CERN, Claudia Sheinbaum Pardo sindachessa di Città del Messico e altre, forse meno famose per il grande pubblico ma che hanno svolto ruoli di grande importanza nei loro rispettivi paesi o nel mondo.

Indipendentemente dai risultati sportivi ottenuti con la squadra nazionale di rugby, Lao Khang è un importante “simbolo” di quello che è il forte carattere delle donne laotiane. Appartiene al gruppo etnico dei Hmong ed è nata, 26 anni fa, a Nonghet nella montuosa provincia di Xieng Khouang, il luogo della famosa “Piana delle giare”. Figlia di contadini fu costretta ad abbandonare la scuola all’età di 13 anni, quando il padre si ammalò e divenne invalido. Si strappò dalla vita nei campi nel 2013, quando nel vicino villaggio di Namgonouan fu formata la prima squadra di rugby femminile, uno sport che era diventato stranamente assai popolare fra le giovani Hmong. D’altra parte il rugby non è uno sport di danarose élite, non richiede costose attrezzature e particolari impianti. Basta un pallone ovale, uno spazio libero e tanta voglia di affrontarsi, senza avere paura dei rudi contatti con il terreno o con le avversarie.

Sono tutte queste delle cose che bene si adattano al carattere delle donne laotiane, da secoli abituate alla dura esistenza in regioni montagnose dove bisogna strappare il nutrimento a una terra arida e rocciosa. Sono anche abituate alla lotta e fanno mostra di un grande coraggio, come hanno dimostrato durante la lunga guerra per l’Indipendenza della loro patria.

error: Content is protected !!