La Rivista Indocinese | Shopping
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Shopping in Laos

Su ogni strada ci sono delle bancarelle, in ogni borgo si trova un mercato, a Vientiane c’è il grande mercato Ta Lat Sao colmo di ogni cosa, ma il luogo ideale per acquistare qualche oggetto tipicamente laotiano è Luang Prabang.

Bisogna immergersi nell’affollata via che corre tra il Phu Si e il Palazzo reale dove, ogni giorno al calar del tramonto, si apre un vivacissimo e variopinto mercato dove confluiscono le genti delle etnie che vivono sulla montagna. Stendono a terra una stuoia e espongono i prodotti del loro lavoro.

Spesso si tratta di cose di non eccelso valore e forse anche un po’ rustiche ma, per chi sa scrutare con attenzione, non è poi troppo difficile trovare anche qualche pezzo di raffinato artigianato.

Le luci delle lampade fanno risaltare i mille colori delle decorazioni che si staccano prepotenti dai fondi bruni del tessuto. Il disegno dei ricami appare quasi infantile ma affascina per la sua naturalezza. Molte cose si acquistano solo per curiosità, sono oggetti che mai si useranno nel cosiddetto mondo civilizzato, ma sono ricordi comunque preziosi di un mondo ancora bambino e spontaneo. Sicuramente più ricco e ricercato è lo shopping che si può fare nei numerosi negozi e nelle boutique aperte nelle vie del vecchio centro.

Già è comparsa qualche “modernita” per soddisfare i gusti dei turisti occidentali ma, fortunatamente, non è ancora arrivata l’abitudine di vendere l’artigianato Made in China e tutto ciò che si trova arriva dalle botteghe degli artigiani che abitano i villaggi della valle.

Fanno ancora degli album e dei quaderni con la carta fabbricata con la corteccia degli alberi. Battono sull’incudine il ferro reso incandescente dalla forgia e creano strumenti e utensili. Tessono sui loro telai degli stupendi scialli policromi in seta. Intrecciano a mano i panieri e le ceste della vita quotidiana. Con il coltello lavorano e intagliano il legno per fare nascere immagini che scaturiscono dal loro misterioso mondo degli spiriti. Col fuoco e con primitive serpentine distillano dal riso il fortissimo lao lao che può sfidare qualsiasi grappa delle nostre montagne. Con antica abilità creano i monili di cui le donne Hmong amano ornarsi, creando così dei veri, piccoli capolavori di quella che ora si chiama “arte povera”.

 

 

 

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