La Rivista Indocinese | La regione del Mekong
351181
page-template-default,page,page-id-351181,page-child,parent-pageid-351169,eltd-cpt-1.0,none,ajax_fade,page_not_loaded,,moose-ver-1.6, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,blog_installed,wpb-js-composer js-comp-ver-5.6,vc_responsive

La regione del Mekong

Il Mekong, la “Madre delle Acque”, nasce sugli altopiani tibetani, a oltre 5.000 metri d’altezza, e si snoda poi per oltre 4.350 chilometri bagnando Cina, Birmania, Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam, dove termina il suo corso sfociando nel Mar Cinese Meridionale.

Il Mekong ha anche “costruito” le terre che attraversa. La Cambogia infatti oggi appare come una vasta pianura circondata da monti che lasciano aperto solo un varco in direzione Sud-Est. Questo emiciclo montagnoso in epoche preistoriche scendeva su uno zoccolo di arenaria coperto dalle acque oceaniche. Il Mekong sfociava nella parte settentrionale di questo golfo e, millennio dopo millennio, lo ha colmato con i detriti alluvionali portati dalle sue acque. Di quel vasto golfo è rimasto solo il Grande lago che in tempi antichissimi era il punto più profondo delle terre sommerse e che è ancora collegato al Mekong da un braccio di fiume: il Tonlé Sap. Il Mekong ha “costruito” anche la vasta regione del delta e continua a estenderla, portando detriti che ogni anno fanno crescere la superficie del Vietnam di circa duecento metri di terra ferma nel mare.

Il fiume porta vita ma potrebbe però essere anche un padre crudele perché le sue piene sono smisurate. Alla fine della primavera, quando termina la stagione secca, la sua portata è scesa fino a un minimo di 1.700 metri cubi al secondo. Poi, inizia la stagione delle piogge portate dal monsone di Sud-Ovest. Con il caldo dell’estate i ghiacciai e i nevai tibetani si sciolgono e così il fiume cresce. In ottobre, a Kratie a 540 chilometri dalla foce, la portata massima è mediamente di 45.000 metri cubi al secondo ma può raggiungere anche punte di 67000 metri cubi.

Potrebbero verificarsi inondazioni disastrose ma, quando il Mekong arriva a Phnom Penh, le acque che non riescono più a defluire verso il mare imboccano il Tonle Sap e si riversano nel lago. Così fanno per quasi sei mesi e lentamente allagano le pianure circostanti moltiplicando la superficie sommersa che passa da 2.700 a 9.000 chilometri quadrati e le rive si allontanano fino a 50 chilometri. A fine ottobre, cessano le piogge e sul continente si abbassa la temperatura, si solidificano i ghiacciai del Tibet. Il fiume decresce e le acque defluiscono dal lago attraverso il Tonle Sap che così inverte il proprio corso e diventa un affluente del Mekong. Le terre che riemergono sono coperte da quello stesso fertile limo che il fiume incessantemente continua a riversare nel suo delta per continuare a nutrirlo. Questa è la Magia del Mekong.

Si leggono tante inesattezze e false notizie su costruzione di dighe, inquinamento, scomparsa di specie animali, minacce alla salute delle popolazioni. Ognuno è libero di dire e scrivere tutte le scempiaggini che vuole ma per avere notizie certe e affidabili sullo stato di salute di questo grande fiume si deve consultare il sito http://www.mrcmekong.org/ della Mekong River Commission che è l’Ente sovranazionale che coordina le politiche dei governi di Vietnam, Cambogia, Laos, Thailandia, d’intesa con i governi di Myanmar e Cina. Nessuna decisione può essere presa e nessun intervento sul Mekong può essere effettuato senza l’accordo preliminare di tutti questi governi.

error: Content is protected !!