La Rivista Indocinese | Il ponte sul fiume Kway
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Il ponte sul fiume Kwai

Qualcuno fra i lettori forse rammenta un film del 1957 che ebbe un enorme successo e che, qualche volta, riappare in televisione: Il ponte su fiume Kwai, interpretato da Sir Alec Guinness e William Holden. Molti forse ricordano anche la marcetta fischiettata dai prigionieri inglesi. Il film non fu però girato in Thailandia ma in Sri Lanka. Il quadro ambientale era comunque quello giusto e tutti ricordano la stupenda immagine della struttura in bambù su cui doveva transitare la ferrovia. Peccato che quell’immagine fosse fasulla: il ponte non era così, ma la storia del ponte e della ferrovia è tragicamente vera.

Il ponte sul fiume Kwai nel film

La famosa ferrovia Birmania-Thailandia, costruita da prigionieri di guerra australiani, inglesi, olandesi e americani, fu fortemente voluta dai giapponesi per migliorare le comunicazioni fra i due paesi e assicurare un sostegno logistico al grande esercito nipponico in Birmania.

Durante la sua costruzione, morirono circa 13.000 prigionieri di guerra e i loro corpi furono sepolti lungo la ferrovia. Si stima che, oltre ai prigionieri di guerra siano morti anche tra gli 80.000 e 100.000 civili. Era principalmente una manodopera forzata, deportata dalla Malesia e dalle Indie orientali olandesi, o erano dei poveri contadini arruolati in Thailandia e in Birmania.  Il progetto prevedeva due unità di lavoro, una con base in Thailandia e l’altra in Birmania, che dovevano lavorare partendo dalle estremità opposte della linea per congiungersi poi verso il centro. Il 16 settembre 1942 i prigionieri alleati ed i civili asiatici cominciarono a lavorare sia dalla base di Kanchanaburi, in Thailandia, sia dalla base militare giapponese di Thanbyuzayat, in Birmania.

Erano 415 chilometri di linea ferroviaria da costruire a mani nude o con mezzi primordiali nel mezzo delle foreste dei monti Tenasserim, e divenne “la ferrovia della morte”. I prigionieri e i deportati dovettero aprirsi, quasi a mani nude, un cammino di centinaia di chilometri nella foresta tropicale, costruendo il tracciato e ponendo i binari. Anche il prezioso aiuto degli elefanti era inutile quando dovevano scavare, a forza di braccia, il cammino della ferrovia nella roccia della montagna. Abbattevano gli alberi e li dovevano poi trasportare camminando nell’acqua del fiume, dove molti di loro morirono schiacciati dal peso dei giganteschi tronchi che portavano a spalla, fino al punto in cui dovevano utilizzarli per costruire non uno ma due ponti sul fiume Kwai, a circa due chilometri di distanza dal punto in cui si unisce al Kwai Noi formando il Mae Klong. Un punto strategico dato che, poco dopo Kanchanaburi, il Mae Klong si allarga per poi sfociare nel golfo di Thailandia, a Samut Songkram, 70 chilometri a sud est di Bangkok.

Secondo i calcoli fatti dagli ingegneri civili dell’epoca, ci sarebbero voluti cinque anni per costruire la ferrovia, ma i giapponesi avevano fretta, volevano subito un percorso veloce e sicuro per assicurare i rifornimenti alla loro armata in Birmania. Fissarono, inizialmente, un termine massimo di dodici mesi poi, di fronte alle oggettive difficoltà nell’avanzamento dei lavori, accettarono di prorogare il termine fino a sedici mesi. Le vicende della guerra imposero, nell’aprile 1943, un acceleramento dei lavori e fu questo ricordato come il terribile “speed period”, durante il quale gli infernali ritmi di lavoro stroncarono la resistenza dei più deboli mentre dissenteria, colera e malaria cominciarono a mietere miglia e migliaia di vittime. Il 25 dicembre 1943 le due unità di lavoro si ricongiunsero e la ferrovia fu terminata, ma fu subito obbiettivo di intensi bombardamenti aerei degli Alleati e nel 1945 fu praticamente distrutta dalle bombe.

Il ponte sul fiume Kwai nella realtà

Si può forse provare un po’ di delusione vedendo che il famoso ponte,in legno e bambù dell’immagine resa celebre dal film, dopo essere stato distrutto e ricostruito poi bombardato e poi ancora ricostruito, è in realtà una struttura in cemento e travi di acciaio. costruita dagli stessi giapponesi nel 1957.

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